Progetti

NeroCarbone

  • 7 ottobre 2017

In questa epoca digitale ho sentito la necessità di entrare in camera oscura per realizzare con le mie mani le stampe fotografiche. La scelta della tecnica da utilizzare non è stata difficile, visto che dovevo fare un salto nel passato, tanto valeva tornare al 1839 con la gomma bicromata, ripartendo quasi dalle origini della fotografia. Dopo mesi di esperimenti e di attenta selezione dei materiali ho ottenuto dei risultati sorprendenti, scoprendo la grande versatilità e unicità di questa tecnica. Le variabili in gioco sono talmente elevate che è possibile personalizzare ogni stampa e, soprattutto, è impossibile ottenerne due perfettamente identiche, ogni fotografia sarà quindi unica e irripetibile. Una volta presa confidenza con questa tecnica ho pensato di modificarla per rendere omaggio a Carbonia, città alla quale sono particolarmente legato, utilizzando il carbone della miniera come pigmento. Da quel momento sino ad ottenere i risultati che vedrete esposti in miniera sono passati quasi due anni di esperimenti e prove per trovare la “ricetta” giusta. In questo periodo di gestazione è stata fondamentale la disponibilità e la collaborazione del personale del Museo del Carbone e l’aiuto di altri artisti come il giovane pittore e ceramista sassarese Jacopo Scassellati che ha macinato per me il primo carbone. Naturalmente ho scelto come soggetto delle immagini la Grande Miniera di Serbariu, chiudendo in un ipotetico cerchio la vita del carbone del filone sulcitano, dalla cava alla stampa.

Hanno parlato del progetto

Quando pensiamo all’utilizzo di materiali di origine naturale come pigmenti, ci viene spontaneo ragionare in termini di tecniche funzionali alla tintura di stoffe o pittoriche. La fotografia, vista ormai come un modo di lavorare legato al mondo della chimica e del digitale, ci sembra così lontana da questi materiali. Ma è proprio dalla vicinanza del mondo pittorico e degli antichi tessuti della tradizione sarda che Alessandro Spiga ha l’intuizione che lo porterà alla realizzazione di quelle che sono le opere qui esposte. La scelta del materiale da sostituire al pigmento nero, vista la volontà di rendere omaggio alla città di Carbonia e al suo passato di città mineraria, viene fuori in maniera del tutto spontanea per il fotografo: il carbone della miniera. Partendo dal lavoro già avviato volto alla riscoperta della tecnica della gomma bicromata, Alessandro Spiga, alla maniera dei più grandi pittori, supera quella che è la tecnica accademica per modificarla a suo piacimento realizzando, dopo vari tentativi, quelle che sono le opere del progetto.

Giulia Messori

 

Sardiniapost: NeroCarbone: polvere di miniera e antiche tecniche in mostra a Carbonia

 

 

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